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Roma Città Metropolitana: un’occasione da non mancare

In un bell’articolo, uscito recentissimamente sul Corriere della Sera, Paolo Fallai tenta alquanto timidamente di porre la questione-Roma al livello di importanza nazionale che dovrebbe avere. Usiamo il condizionale perché, come giustamente nota il giornalista e come è facilmente riscontrabile vivendoci, in Italia di Roma importa assai poco a tutti.

Intendiamoci, social network e anche stampa e tv mainstream traboccano di dichiarazioni d’amore verso la Grande Bellezza umiliata e ferita. Ma al di là di un’estatica ammirazione per i panorami ineguagliabili e il rispetto per i monumenti e le vestigia storiche che nostra città offre a turisti sempre più “mordi e fuggi”, si avverte una sostanziale estraneità emotiva al problema della Capitale.

Sembra che, sotto sotto, la colpa sia tutta di noi romani se la città è sporca da far paura, se è dotata di una rete di trasporti risibile per una capitale europea, se appare (ed è) totalmente fuori controllo dal punto di vista di una gestione almeno accettabile del quotidiano. Se, in poche parole, non è all’altezza del suo ruolo.

E allora è arrivato il momento che, in assenza di quella sensibilità che spetterebbe a uno Stato invece vergognosamente assente, il popolo romano si rimbocchi le maniche e faccia sentire la sua voce.

Non protestando, ma proponendo.

E a questo proposito, tra le numerosissime idee che “Uniti per il Centro Storico” presenta nel suo programma, riveste importanza cruciale il punto che abbiamo posto al numero 1.

Roma ha ormai, per legge dello Stato, trasformato la sua configurazione politico-amministrativa da semplice “Città” a “Città Metropolitana”. Il che significa che già ora, nel momento presente, l’onere della sua amministrazione comprende un’area ben più vasta di quella, per capirci, contenuta entro i limiti del Grande Raccordo Anulare, ma un’altra, estesa ai comuni limitrofi che hanno con la città stretti rapporti di integrazione di tipo economico, culturale, sociale, territoriale .

E’ francamente irrazionale continuare a pensare che Roma possa essere gestita ed amministrata da un’autorità unica, centralizzata. Che dal Campidoglio possano e debbano partire gli ordini per un problema da risolvere a via Condotti e contemporaneamente per un altro in corso, mettiamo, sul litorale tirrenico.

Si dirà che ci sono i Municipi a svolgere questa funzione. Ma è appunto l’autonomia di potere e di bilancio che fa difetto a questi organi, rendendo la loro azione asfittica e assai poco incisiva.

I Municipi dovranno avere personalità giuridica e libertà di gestire il proprio budget in modo autonomo, consentendo finalmente rapporti diretti tra l’autorità, le strutture produttive e anche i singoli residenti di ciascuna zona. E’ insomma necessario dar vita, in sostituzione degli obsoleti Municipi, ai Comuni Urbani della Città Metropolitana, per una salutare trasparenza di governo e una nuova, concreta efficienza, al passo coi tempi e sull’esempio di ciò che nelle capitali di tutta Europa è già una realtà acquisita da molti anni.

firmacavagnaro

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